045. E’ tempo di falciare!

E' tempo di falciare!

“E’ tempo di falciare”
Autore: Viktor Nikolaevich Deni – U.R.S.S., 1920

Nel 1919 ebbe inizio un conflitto fra la Polonia e l’Unione Sovietica, per il controllo di un’area grossomodo corrispondente all’odierna Ucraina. La propaganda sovietica si attestò su una tecnica ben collaudata, dipingendo i capi di stato polacchi come nemici della rivoluzione; anche la controffensiva polacca seguì una linea classica, descrivendo l’offensiva sovietica ad una sanguinaria invasione.

In questo manifesto sovietico si può osservare un contadino russo che con la falce recide la testa di due nemici. Quello a sinistra è la caricatura del presidente polacco Józef Piłsudski, mentre l’altro è Pëtr Nikolaevič Vrangel’, ex ufficiale russo che dopo la rivoluzione cercò di contrastare l’Armata Rossa. Continua a leggere

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038. Il cuore dell’Impero

Donbass, il cuore della Russia

“Donbass – Il cuore della Russia” U.R.S.S., 1921

Il bacino del Donec è un’area di grande rilevanza strategica, sia per la posizione geografica che per la ricchezza dei suoi giacimenti di carbone. Anche a causa di tale importanza, la regione è attualmente interessata da un conflitto: i territori ricadono entro i confini dell’Ucraina, ma questa appartenenza è contestata da un movimento armato separatista, che li vorrebbe ricongiunti alla Russia. Continua a leggere

027. Lo scudo antiaereo

LUFTSCHUTZ IST SELBSTSCHUTZ

“La difesa aerea è autodifesa – Esibizione antiaerea, Zurigo, 12-28 Ottobre”
Artista: Otto Baumberger – Svizzera, 1935

L’aereo bombardiere del nemico è simile ad un angelo della morte, che lancia i suoi strali dall’alto dei cieli. Di fronte alla minaccia, la popolazione civile è impotente; spetta dunque alle proprie forze armate il compito di difenderle e proteggerle. Continua a leggere

018. L’Operaio ed il serpente dell’Anarchia

Arbeit, der Schutz gegen Anarchie!

“Il lavoro, la guardia contro l’anarchia!”
Autore: Siegumnd von Suchodolski – Germania, 1919
Immagine dalla Library of Congress (Washington)

L’anarchia fu una delle grandi correnti internazionali dell’era moderna, un vento politico che soffiò confluendo in quell’immane gorgo conflittuale che poi esplose nel XX secolo.
L’umanità, in quel tempo, dimostrava più sensibilità al richiamo delle idee: l’anima popolare era più ricettiva, pronta ad infiammarsi alla prima scintilla d’innesco. E’ così che il vento delle idee entusiasmava le masse, ma al tempo stesso le impauriva, molto più di quanto succede nei nostri anni di torpore.

In questo manifesto l’anarchia è rappresentata proprio come uno spaventoso serpente dalla bocca di fiamma: un mostro che sale dagli abissi della Terra, partecipe del Caos primordiale, portatore di quel fuoco che rinnova distruggendo. Continua a leggere

017. La lotta contro il serpente bolscevico

Nieder mit dem Bolschewismus

“Abbasso il bolscevismo. Il bolscevismo porta guerra e distruzione, fame e morte!” Germania, 1919 Immagine dalla Library of Congress (Washington)

In Germania l’avversione al comunismo non fu un’esclusiva del nazismo; ne troviamo già traccia nel 1919, in questo manifesto che ricorda da vicino la sua successiva controparte nazional-socialista. Continua a leggere

015. Morte alle bugie

Hans Schweitzer - Tod der Lüge

“Morte alle bugie – Marxismo – Alta finanza”
Autore: Hans Schweitzer (Mjölnir) – Germania, 1928

Il simbolo, di per sè, è neutro; non è nè buono nè cattivo, non è schierato politicamente, non appartiene a nessun partito. E’ proprio questa neutralità a far sì che il medesimo simbolo possa essere utilizzato contemporaneamente da entrambi i lati di un conflitto. Continua a leggere

011. Il serpente sabotatore

11 trotsky serpente

“Eradicheremo le spie e i sabotatori, Trockisti, Bukharinisti e gli agenti del fascismo!”
Autore: Sergei Igumnov – U.R.S.S., 1937

Nel 1918 Trockij combatteva contro il serpente; dopo l’avvento al potere di Stalin nel 1924, però, il rivoluzionario venne indicato come uno dei nemici dell’Unione Sovietica, e passò quindi a recitare egli stesso la parte del serpente nella “mitologia di stato” della propaganda.  Continua a leggere