045. E’ tempo di falciare!

E' tempo di falciare!

“E’ tempo di falciare”
Autore: Viktor Nikolaevich Deni – U.R.S.S., 1920

Nel 1919 ebbe inizio un conflitto fra la Polonia e l’Unione Sovietica, per il controllo di un’area grossomodo corrispondente all’odierna Ucraina. La propaganda sovietica si attestò su una tecnica ben collaudata, dipingendo i capi di stato polacchi come nemici della rivoluzione; anche la controffensiva polacca seguì una linea classica, descrivendo l’offensiva sovietica ad una sanguinaria invasione.

In questo manifesto sovietico si può osservare un contadino russo che con la falce recide la testa di due nemici. Quello a sinistra è la caricatura del presidente polacco Józef Piłsudski, mentre l’altro è Pëtr Nikolaevič Vrangel’, ex ufficiale russo che dopo la rivoluzione cercò di contrastare l’Armata Rossa. Continua a leggere

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043. La falce e la croce

Se seguite SIRIZA state crocefiggendo Gesù una seconda volta

“Se seguite SYRIZA mettete in croce Gesù una seconda volta”
Grecia, 2013

In occasione delle elezioni greche del 2013 venne diffuso questo suggestivo volantino contro il partito di sinistra SYRIZA. La paternità è attribuita in calce al metropolita di Kalavryta, ma è stata smentita dal diretto interessato. Continua a leggere

037. La piovra colonialista

“No! La Francia non sarà una colonia! Americani in America!”
Autore: Partito Comunista Francese, 1950

Il simbolo della piovra si presta bene a stigmatizzare il colonialismo. Il tentacolo rappresenta in questo caso la dominazione economica, che finisce anche per esercitare un’influenza culturale. E’ una variante del tema dell’invasore: che sia con la violenza o con l’inganno ideologico, o come in questo caso tramite il cappio della finanza, la radice di base resta sempre l’ostilità verso l’estraneo che viene a “farla da padrone” a casa nostra. Continua a leggere

032. Lupi bolscevichi

Lupo comunista

“Mai! Perchè la battaglia della Germania ed il vostro lavoro stanno salvando l’Europa dal bolscevismo!”
Germania (indirizzato alla Bielorussia) – ca. 1936

Per arginare la rivoluzione russa, che nei tempi di instabilità a cavallo fra le due guerre minacciava di espandersi come un contagio, la Germania nazional-socialista mise in atto diverse azioni di propaganda nei paesi limitrofi all’Unione Sovietica, premurandosi di tradurre gli slogan nelle lingue locali. Continua a leggere

028. Lo scudo del Reichsluftschutzbund

Luftschutz

“Difesa aerea!” Autore: Ludwig Hohlvein – Germania, circa 1937 Immagine dal Lebendiges Museum (Bonn)

Un’altro esempio dell’associazione fra la difesa contro i bombardamenti aerei ed il simbolo dello scudo.

Sullo scudo compaiono la svastica ed il simbolo del Reichsluftschutzbund, organizzazione paramilitare tedesca fondata nel 1933 con lo scopo di coadiuvare la Luftwaffe. Continua a leggere

022. La maschera della morte

22 teschio bolscevico

“Il bolscevismo senza maschera”
Austria, 1939
Immagine dalla Library of Congress (Washington)

Il comunismo promette al mondo il progresso, la ridistribuzione equa delle ricchezze e la parità di diritti per tutti. Seguendo un cliché della propaganda, questo manifesto ci avverte però che sotto la maschera umanitaria del bolscevismo si cela lo scheletrico ghigno della Morte. Continua a leggere

014. La porta del plebiscito nazista

Plebiscito della SAAR 1935

“Alla Germania”
Germania, circa 1935
Immagine da Nazi and East German Propaganda Archive

Fino al 1935, il territorio del bacino della Saar era sotto protettorato anglo-francese, sotto mandato della Società delle Nazioni. In tale anno fu svolto un plebiscito per stabilirne l’autodeterminazione, in seguito al quale i territori confluirono nella Germania.

Ricorre il simbolo della porta aperta, per indicare la rottura di un ingiusto confine che separa le terre dalla propria patria d’elezione. Continua a leggere